BANCA CENTRALE E' UNA SOCIETA' PRIVATA

AMICI BREVE VIDEO DEL 29-1-14 che tratta di:
...LA BANCA CENTRALE NON è LO STATO ...LA BANCA CENTRALE E' UNA SOCIETA' PRIVATA...GLI AZIONISTI DELLA BANCA CENTRALE SONO SpA...E' UN FANTASMA GIURIDICO...L'UFFICIO LEGALE DELLA BANCA D'ITALIA E' PRIVATO...LA PROVA CHE E' UNA SOCIETA' PRIVATA...E' IN RAPPORTO DI ASSOLUTA INCOMPATIBILITA' CON LO STATO...COLONIALISMO DEL DEBITO CON LA BCE...QUANDO LO STATO EUROPEO RESTITUISCE  IL DENARO ALLA BCE RESTITUISCE L'EURO PIENO DI POTERE DI ACQUISTO CREATO DALLE ATTIVITA LAVORATIVE DEI POPOLI...PICCOLA COLLETTIVITA CHE CONTROLLA LA BCE...DITTATURA MONETARIA...PROPORRE ARGOMENTI IGNOTARI DAI TRATTATI...
ASCOLTATE GIACINTO AURITI qui http://youtu.be/N_c9h1mztNw

P.S.- PER CONDIVIDERE QUESTO POST E' BENE FARE COPIA E INCOLLA A TUTTO IL TESTO
Altre info su www.simec.org www.giacintoauriti.eu e SAUS TV su You Tube qui http://www.youtube.com/user/ScuolaAuritianaSimec/videos?view=0

Ancora sulle basi del valore della moneta: l'oro, gli assegnati, la riserva aurea che non serve a dare valore alla moneta, il valore come rapporto tra fasi di tempo...
ASCOLTATE GIACINTO AURITI qui http://youtu.be/ch3sQkEnPS0
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AMICI VI PROPONIAMO UN BREVE VIDEO che tratta di:
...IL CITTADINO DEVE CAPIRE CHE E' TRUFFATO...SIAMO NOI LA GENTE CHE CREA IL VALORE DELLA MONETA...DIRE LA VERITA' A QUALUNQUE COSTO...CORTE DI CASSAZIONE CONDANNA ANATOCISMO, E' USURA...IL MALLOPPO 52000 MILIARDI...DECRETO DEL GOVERNO A TUTELA DEI TRUFFATORI, BANCHE...POVERI LADRI COME FANNO A CAMPARE...COME ISOLA PIRATI TORTUGA...E LEGGE MORALE..
Ascoltate G.Auriti qui http://youtu.be/UcwhGCb0buY

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Cos'è il signoraggio
[di Sandro Pascucci - www.signoraggio.com]

Il signoraggio è una truffa monetaria e psicologica a cui tutti noi siamo soggetti. Questa truffa si nasconde e si potenzia dietro una cortina di silenzio e di morte e ha attraversato gli ultimi 300 anni senza lasciar trapelare nulla della propria esistenza.

Si usa dire che "il più grande inganno del diavolo sia stato far credere all'umanità che lui non esiste" ed è proprio grazie a questa diabolica tecnica che il signoraggio è padrone del mondo ma in maniera trasparente per tutti noi.

Non sentirai mai parlare di signoraggio in TV o sui libri, nessun cantante ci farà mai una canzone né un comico uno spettacolo. I politici non litigheranno mai per il signoraggio e non vedrai mai la Guardia di Finanza arrestare qualcuno per quest'argomento.

Il signoraggio è il massimo potere del pianeta e tutti noi ne siamo schiavi.

Tecnicamente il signoraggio è il lucro che si genera dal creare moneta.

La legislatura internazionale prevede attualmente che siano le Banche Centrali a creare moneta, sia contante che scritturale.

Un esempio chiarirà il meccanismo:

creare una moneta (sia essa di carta, in metallo o virtuale come un c/c) ha dei costi, dovuti alla materia prima, alla manodopera e ai servizi necessari di contorno, come la distribuzione, le tecniche anticontraffazione, etc..

Il costo maggiore è il materiale di cui è composta la moneta, e l'insieme di tutti i vari costi su indicati vanno a determinare il suo VALORE INTRINSECO.

La moneta però riporta sulla facciata un numero che indica un altro valore: il VALORE NOMINALE (o, per l'appunto, DI FACCIATA o anche LEGALE). I due valori (intrinseco e nominale) differiscono tra loro e la loro differenza determina quello che si chiama SIGNORAGGIO, ossia il guadagno che ha chi ha creato quella moneta.

Ovviamente chi crea moneta tende a segnare un valore nominale più alto possibile rispetto al valore intrinseco, altrimenti ci rimette (signoraggio negativo), come avviene ad esempio nel conio delle monetine da 1, 2, 5 o 10 centesimi di euro, poiché per farle occorre spendere 15 centesimi. Guarda caso il conio di monetine metalliche è riservato allo Stato e non alla BCE..

Ora vediamo ciò che avviene nella creazione della moneta-oro e della moneta-carta. Anticamente le monete metalliche erano in oro e quindi con un valore intrinseco piuttosto alto. Il "signore" che coniava queste monete imprimeva loro un valore nominale più alto per poterci guadagnare e permettersi così un "aggio" economico notevole.

Infatti questo Potente riceveva l'oro (da ricchi commercianti o direttamente da miniere) con la richiesta di convertirlo in moneta sonante e semplicemente metteva la sua effige per GARANTIRE la bontà del pezzo da lui creato (coniato). Era una sorta di garanzia e per questo aveva il suo guadagno.

In soldoni.. una moneta veniva dichiarata come contenente 10 grammi d'oro mentre in realtà ne venivano impiegati in fase di conio solo 9 grammi (con l'aggiunta di 1 grammo di metallo non nobile). La differenza tra il valore nominale dichiarato (10 grammi) e valore intrinseco effettivo (9 grammi) era il signoraggio (un grammo d'oro per moneta).

Quando all'oro si è sostituita la carta il discorso è peggiorato (per noi) e il signoraggio è arrivato a quasi il 100%.

Infatti per stampare una banconota da 5 euro o una da 500 euro bastano 30 centesimi di euro e consideriamo anche che tale banconota non è più legata all'oro (non ha più 'copertura' e non è più 'convertibile'). Questo vuol dire che il Signore moderno, ossia chi oggi CREA moneta (ad esempio la BCE in Europa o la Federal Reserve negli USA) ha un potere enorme. Infatti questi organi privati (tutte le Banche Centrali sono private) possono ricattare o comunque influenzare intere Nazioni.

Basti pensare che la Banca Mondiale (di proprietà della Federal Reserve e della Banca d'Inghilterra, a loro volta tutt'e due private e padrone anche del Fondo Monetario Internazionale) nega prestiti a quei Paesi che NON ACCETTANO di privatizzare il settore dell'acqua potabile! E questo è solo un esempio.

Chi ha ben capito il meccanismo del signoraggio ora avrà anche compreso che ELIMINARE la banconota è un'azione PEGGIORATIVA in quanto sparisce, per le Signore Banche, il 'costo' e aumenta al 100% il signoraggio sulla moneta elettronica. Inoltre la moneta è sottoposta ad un interesse (ad. es. 3%) che fa lievitare il debito dei Cittadini di un Paese sovrano oltre il valore nominale della moneta stessa! In pratica una moneta (banconota) da 100 euro costa al cittadino 103 euro e al Banchiere solo 30 centesimi. Questo è il signoraggio.

Si potrebbe ovviare a tutto ciò in un modo molto semplice: basterebbe infatti che lo Stato, finalmente Sovrano, emettesse moneta senza debito, come fa, ad esempio, con le monete metalliche (naturalmente quelle con valore nominale maggiore del valore intrinseco, ad esempio i pezzi da 50 centesimi, 1 e 2 euro). I più smaliziati avranno capito ora la presa in giro del defunto governatore DUISENBERG nei confronti di TREMONTI quando quest'ultimo chiedeva di sostituire le monete metalliche da 1 e 2 euro con banconote di pari valore e l'ex governatore (morto in circostanze misteriose) rispose dicendo: "Ma il sig. Tremonti sa che così facendo il suo Paese perderebbe il diritto di signoraggio sulla massa di denaro sostituita?".

Dal momento che la banconota non ha un corrispettivo in oro (le banconote sono convertibili in dollari USA ma dal 1971 il Dollaro USA non è più convertibile in oro) non c'è ragione che ad emetterla sia una entità privata né tanto meno che questa entità abbia un monopolio su tale emissione. Inoltre le spese per servire questo prestito (interesse) sarebbero evitate e lo Stato, ovvero tutti noi, avrebbe la REALE autonomia di gestione del Paese.

Chi teme che lo Stato possa in qualche modo iniziare a stampare moneta fuori misura e fuori controllo è una persona che non ha fiducia nello Stato.
Sappiamo bene che i politici nostrani sono collusi con ogni interesse immaginabile (banche, petrolio, armi, droga, prostituzione ecc..) ma la domanda che dobbiamo porci è molto semplice:

Perché un politico dovrebbe RIFIUTARE la responsabilità di creare denaro per il popolo?

Se egli è onesto non ci dovrebbero essere problemi poiché opererà secondo ETICA e REGOLE corrette e democratiche. Solo un politico disonesto, con un ultimo barlume di sincerità dirà: "No, guarda.. non darmi questa stampante in mano perché mi conosco e mi stamperei montagne di soldi per me e i miei amichetti!".

Fortunatamente in questo caso la soluzione è semplice: si ringrazia e si manda a casa l'individuo prima che possa fare, per sua stessa ammissione, dei danni terribili.

L'ultimo caso è che il politico sia effettivamente disonesto..
Ma se è disonesto perché dovrebbe rifiutare una così ghiotta occasione?

Non per remore morali in quanto abbiamo detto che è già disonesto.
Se non lo fosse (disonesto) accetterebbe subito la stampante e si comporterebbe come i tanto decantati Governatori di una qualsiasi e privatissima Banca Centrale, ai quali è riconosciuta stima e saggezza fuori dall'ordinario e notoriamente operano secondo il bene della Comunità.
Einaudi ebbe a dire:"Alla scarsità dell'oro si è sostituita la saggezza del governatore [della Banca Centrale, n.d.A.]" (sic!).

Ma allora un ladro perché non ruba? Forse perché c'è un pezzo grosso molto più potente di lui? Forse c'è un'entità che NON VUOLE dargli la stampante e far si che si crei denaro per il popolo (pur con il rischio di ruberie politiche)? E questa entità superiore è onesta? Se così fosse DOVREMMO IMMEDIATAMENTE cedergli ogni potere, poiché saprebbe ben governarci, di sicuro meglio del politico di cui sopra, o no? E se fosse invece disonesta perché ha in mano la stampante e affama il popolo facendolo vivere in un regime di anemia finanziaria? E questa entità superiore disonesta tanto, anzi più, del politico chi è se non Il Grasso Bankiere©?

E' evidente che il politico NON VUOLE E NON PUO' prendere la stampante in nome del popolo perché i banchieri privati internazionali NON LO PERMETTERANNO MAI.

Eleggiamo persone che sono sponsorizzate dai banchieri e che quindi non opereranno mai in un'ottica popolare ma sempre a vantaggio dei loro VERI DATORI di lavoro.

E' pur vero che solo POLITICAMENTE si potranno invertire le cose ma per far ciò occorre la CONSAPEVOLEZZA di una grande fetta della popolazione, che sia informata, cosciente e motivata ad operare un RADICALE CAMBIAMENTO NELLA SCENA POLITICA.

A tal fine questo articolo deve essere divulgato presso il Popolo tutto, assieme ad altri scritti, libri, manifestazioni e dibattiti pubblici che spieghino quale sia LO VERO MALE DELLO MONNO e le soluzioni terribili e dolorose che si dovranno presto adottare per non cadere nel baratro.

In un prossimo articolo approfondiremo aspetti importanti della questione e chiuderemo in un terzo articolo parlando di Riserva Frazionaria, altra truffa questa, vera responsabile dell'Inflazione e del potere delle Banche Commerciali che creano denaro dal nulla tramite i Conti Correnti che ci obbligano oggi ad avere.
(sandropascucci)

Dal libro PRIMITivo: «Il Grande Puzzle»
(di sandropascucci : primit.it : signoraggio.com)

Cap. 4
..de il signoraggio e de lo jus primae noctis..

AVVISO: questa " una bozza.. la stesura definitiva non avrà questo avviso. Ogni parola tecnica ivi scritta " presa da testi universitari. Piccole apparenti imprecisioni hanno carattere didattico ma saranno comunque colmate con box tecnici a fine pagina.

La banconota è base-monetaria.

Le banche commerciali (banche ordinarie) necessitano di "base-monetaria" per vivere. La base-monetaria è l'unica "moneta-legale". Questa moneta-legale funge quindi da elemento indispensabile alle banche ordinarie per creare, tramite il meccanismo della "riserva-frazionaria", un altro tipo di moneta: la "moneta-bancaria" (tecnicamente "promessa-di-pagamento").

Questa "quasi-moneta" è accettata nei pagamenti come fosse Moneta ma non è vera moneta ed è "creata-dal-nulla", a costo zero.

Inoltre è emessa [creata] e ritirata [distrutta] su discrezione autonoma e autoritaria del "banchiere-privato", il quale ha così raccolto nelle proprie avide mani la c.d. "sovranità-popolare-della-moneta", senza alcun diritto, né Etica.

Data la natura particolarissima della creazione originaria della moneta-legale, che nasce in regime di monopolio nelle viscere della Banca Centrale - al solo costo di carta e inchiostro - e viene emessa come un debito per lo Stato, evirato del potere sovrano di creare moneta ma al quale è permessa la sola emissione di "Titoli-di-debito" (BOT, CCT, CTZ, BTP, ecc..), possiamo dire che tutta la moneta in circolazione e tutta la moneta depositata nelle banche è sostanzialmente e matematicamente "moneta-debito".

Essa è anche la sola esistente, per cui viene a mancare, de facto, quella parte di moneta destinata a saldare i costi sull'uso della moneta stessa, ossia "gli interessi sul debito".

This is the show.

Questa è la Realtà. Questa è la Verità sul funzionamento anti-uomo del mondo-bancario. Il mondo-politico, grazie a finanziamenti pubblici e mazzette private, NON SI OPPONE a Il Grasso Bankiere, ma gli spiana la strada con servile legiferazione a go-gò, mirata, accorta, criminale.

Ad es. il Codice Civile dichiara di proprietà della Banca il denaro che versiamo in quelli che crediamo essere i nostri depositi [art. 1834 C.C.], i nostri conti/correnti, i quali pertanto perdono la qualità tipica del Deposito, ossia la "intoccabile custodia del contenuto", ma che continuano ad ingannare le nostre menti facendoci credere che ci sia il nostro denaro nel caveau della Banca.

Semplicemente non c'è. Il denaro della banca, la moneta-bancaria, non esiste. E' solo un numero in un computer, un pro-memoria dell'importo che la Banca sta usando al posto nostro. Gli estratti conto non indicano la somma che possediamo in quel particolare momento ma quella che siamo - virtualmente, potenzialmente - autorizzati a richiedere, con preavviso, al vero proprietario della cifra indicata a fondo pagina: la Banca [art. 1852 C.C.].

Quando "incanaliamo" il nostro stipendio stiamo legalmente dando i nostri guadagni alla Banca, che li potrà impiegare come meglio crede, anche prestandoli a un dittatore che li userà per comprare un carro armato, che passerà - leggeremo sgomenti poi, sui quotidiani posseduti dalla Banca e scritti da giornalisti pagati dalla Banca - su un bambino, due volte, in uno sperduto paese africano o nel Paese confinante con noi.

Quando versiamo una banconota da 100 euro presso uno sportello bancario attiviamo invece un altro meccanismo: la Banca metterà da parte quella preziosissima moneta-legale, la chiamerà RISERVA, non la toccherà più fisicamente ma la userà per generare moneta-bancaria, ossia quasi-moneta, per un valore multiplo del "deposito" (considerando "la Banca" come un CARTELLO di banche commerciali, come quello della droga - che tanto è).

Ad esempio: per ogni 100 euro la Banca può soddisfare richieste di prestiti [es. mutui] pari a 5.000 euro (con una riserva frazionaria al 2% - e per diversi aspetti oggi la riserva è dello zero per cento).

In pratica il denaro che la Banca eroga a chi chiede un prestito è denaro creato dal nulla, bilanciato dalla garanzia reale portata proprio da chi ha chiesto quel prestito (sic!!) e non è denaro prelevato dai correntisti.

Il banchiere presta senza alcunché togliere, né dai clienti correntisti né dalle sue risorse personali e/o aziendali.

In soldoni la moneta in una banca esiste solo in due forme: una ristretta quota fisica, reale, tangibile, ESIGIBILE, che viene chiamata "riserva"; e una grandissima parte, per un importo pari al 95% della moneta esistente al mondo, sotto forma di "depositi-in-conto-corrente" e/o altre amene definizioni di comodo con sigle fantastiche come M1, M2, M3 (e M4 x alcuni) che non hanno fisicità né legalità né controllo.

Il Sistema-IGB ha i piedi di argilla e lo sente, lo riconosce. Ecco il perché di questa «Guerra alla banconota» (vedi cap. 3) e il moltiplicarsi di convegni (per i soli addetti ai lavori) che vertono sul tema

«SOLUZIONE FINALE: rendere legale la moneta-bancaria»


Il medioevo prossimo venturo

Quando ciò accadrà vedremo banchieri che si infileranno nei letti delle giovani coppie appena sposate, con pieno rinnovato diritto sovrano, perché Signori-del-denaro, tutto il denaro, e lo jus primae noctis sarà uno dei loro restaurati privilegi, un loro aggio: da cui SIGNORAGGIO.

E attenzione.. i tempi e i gusti cambiano.. IGB potrebbe non voler [solo] la donzella in questo millennio.. sicché il Problema è veramente di tutti.


Come IGB ha raddoppiato il POTERE di signoraggio in una sola notte
[11112013, di sandropascucci : signoraggio.com : PRIMIT.IT]

Se una persona versa €100 in una banca commerciale qualsiasi(1), quest'ultima può detenere, con una "riserva obbligatoria" del 2%, €2 in contanti, metterli in "riserva" presso la banca centrale e prestare i rimanenti €98. Questi €98 saranno spesi da chi ha chiesto il prestito (se li ha chiesti è per "impiegarli", no?) e quindi finiranno, per mano di chi li riceve in pagamento di merci e/o servizi resi, in un'altra banca (ma anche la stessa(2)), che farà la stessa cosa, ovvero terrà il 2% e presterà il resto. Tutto ripetuto n-volte, fino all'ultimo euro prestabile/prestato.

Certo.. è un calcolo puramente accademico, sia perché i meccanismi di prestito sono anche altri [vedi BOX1: "Come funziona una banca commerciale"], sia perché le banche commerciali tengono sempre in cas[s]a un altro po' di riserva, "riserva libera", che le mette al riparo (statisticamente parlando) dal pericolo di "deflussi" improvvisi di contante, dati, ad esempio, da "prelievi" non preventivati, che le obbligherebbero a trovare, di corsa, un modo per riequilibrare i conti, ovvero a svendere succosi titoli/obbligazioni e/o a chiedere prestiti ad altre banche commerciali e/o a chiedere "rifinanziamenti" alla banca centrale (portando "garanzie")(3), per compensare, dicevamo, lo "stato patrimoniale" e riportare il pareggio (vedi BOX1).

Ora diciamo solo che se ogni banca commerciale (ma anche la stessa) presta il 98% di ciò che le entra in deposito e crea, quindi, nuovi depositi intesi (stavolta) come DEBITI.. beh.. allora è facile calcolare che da €100 si possono creare €4.900.

DAL NULLA, praticamente. Non esiste in realtà questa "nuova moneta" e verrà distrutta non appena la persona che l'ha chiesta in prestito la restituirà, pagando le famose "rate", che sono composte, infatti, da due parti : parte-capitale e parte-interesse. Alla banca andrà "commercialmente" il solo interesse, avendo distrutto "contabilmente", in partita doppia, la parte-capitale. Chi ha chiesto il prestito ha sudato per entrambe le parti. Il gioco di parole non è casuale.

Ma tranquillo: il mondo è bello perché è tutto legale. E' una merda? Non importa poiché è legale, come, del resto, era legale uccidere una donna che aveva disonorato il marito e come era legale tenere uno scuro di carnagione alla catena sotto ar sole a cojere cotone. La legalità, si sa, è figlia del Tempo che viviamo.

Stiamo parlando, ovviamente, di signoraggio. Agio del signore. Potere di colui che CREA moneta di farti saltare a comando. E quando ti darà facoltà di parola potrai solo chiedere: "Quanto in alto, oggi, padrone?".

La banca centrale crea la c.d. "base monetaria", ovvero moneta con carta e inchiostro, a 30 centesimi di euro al pezzo. Si chiama "moneta legale" e costituisce il "circolante", se circola (sic!) e "riserva", se tenuta in pancia (della BC). Tu probabilmente la conosci come BANCONOTA ma devi capire che è collegata alla banca commerciale tramite l'altro suo nome, ossia "riserva", in base [anche] alla quale la banca commerciale crea "pseudo-moneta" (promessa di pagamento) attraverso i "depositi" di chi chiede i "prestiti".

Se non avevi mai visto il legame tra il bancomat, l'assegno, il conto corrente, il mutuo, la cartamoneta, ecc.. beh.. ora sai che esiste e dobbiamo farcene una ragione. Dubita di chi sminuisce un aspetto rispetto ad un altro. E' come sminuire l'olio del motore rispetto alla benzina o alle gomme. E' stupido. E' SOSPETTO.

Chi non crede a tutto questo è ignorante o stupido o banchiere. Dopo aver letto "La contro bufala del signoraggio(4)", se ancora sostiene che ciò che è stato qui detto è falso: o è stupido o è banchiere. Ma tutto questo è stato già detto 1.000.000.000 di volte da 1.000.000 di persone ogni giorno negli ultimi 1.000 anni. Dov'è, quindi, la novità?! Che nessuno ti dice, neanche i cc.dd. "signoraggisti"(5), che la BCE ha cambiato questo piccolo insignificante parametro noto come "coefficiente di riserva frazionaria" e lo ha posto all' 1%.

Che vuol dire? MA ALLORA NON CONOSCI LA MATEMATICA(6), EH!!

1. anche quella che stai pensato tu, Caro Lettore, che credi sia diversa dalle altre;
2. Jesús Huerta De Soto: viewtopic.php?f=32&t=1806&p=36500;
3. che può stampare banconote a go-gò, alla bisogna, e addebitarle/accreditarle (POV) sul conto della banca commerciale stessa, che è proprio la già nominata "riserva". In soldoni la banca centrale mette letteralmente contanti, ovvero base monetaria, ovvero moneta legale, ovvero BANCONOTE, sul conto "riserve" che la banca commerciale ha sempre aperto presso l'istituto centrale. Per la differenza tra "moneta di banca centrale" e "banconota cartacea" vedi BOX "IL PRIMIT, IL BIT E LA BANCONOTA": viewtopic.php?f=4&t=2168;
4. http://controbufaladelsignoraggio.primit.it;
5. i paladini denoandri che mischiano il signoraggio con le tette e i cazzi e i culi e gli ufo e le scie chimiche e kennedy e moro e forza nuova e gli asili nido agli italiani e i libri a pagamento e il fascismo e hitler e gli ebrei e marx e i comunisti (ah ah ah) e berlusconi e d'alema e grill0 (brr!) e travajjhio e il signor rossi e vafammok..
6. Se 100 al 2% danno 5.000 allora 100 all'1% danno 10.000, no?! Le banche commerciali possono CREARE il DOPPIO dei soldi che oggi creano [dal nulla], ovvero [leggi: a parità di condizioni] possono permettersi di avere presso la BC la META' di quanto dovevano fino a ieri, per lo stesso castello di bugie che hanno in giro chiamato DEBITO. Tu non hai un mutuo? Pensavi che la banca si privasse VERAMENTE di moneta per darla a te? O che la togliesse a qualcun altro (correntista)? Dai!! SVEGLIA! O come si dice sul WEB: sveglia!!11!!11! Gombh8111!!111!!
DEBITO PUBBLICO…PER CAPIRLO…SEMPLICEMENTE!
Per i profani (e non) della materia.

di Francesco Fata - Primit - http://www.primit.it
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Quanti di voi sanno cos'è il debito pubblico! Ancor di più, quanti sanno perché si forma, chi è il vero creditore e soprattutto se è possibile ridurlo sensibilmente o addirittura azzerarlo.
Essendo un argomento tecnico spesso incomprensibile ai più, spesso anche spiegato in modo troppo tecnico, tanto da far desistere anche il più volenteroso ma inesperto lettore della materia, cercherò in queste righe di parlarvene nel modo più semplice possibile, informandovi di questioni che probabilmente non conoscete e mettendovi a conoscenza di connessioni concettuali che purtroppo troppo pochi (addetti ai lavori e non) sono abituati a fare.

Queste righe quindi, non avranno lo scopo di soddisfare i palati fini di tronfi economisti autoreferenziali né tantomeno quelli di giornalisti economici, impegnati come sono, a dire tutto e niente nella stessa frase. Non è, quindi questo, un documento tecnico né un articolo giornalistico. Queste righe vogliono avere la velleità di "far capire"…semplicemente…con concetti semplici e parole semplici.

Partiamo quindi dalla definizione (una delle tante) di Debito Pubblico: esso è il debito che lo Stato contrae con banche, istituzioni finanziarie e privati cittadini e imprese per avere il denaro necessario per pagare le proprie spese, quando le entrate derivanti dalle tasse sono insufficienti. In questa frase c'è tutto quello che c'è da sapere per rendersi conto che un'eventuale riduzione del debito pubblico non è altro che un trucco, un gioco delle tre carte, che apparentemente mostrerebbe una situazione della collettività migliore, ma che in realtà, migliore non è.
Per capire questo ragionamento occorre avere bene a mente alcuni concetti di base sul sistema monetario attuale:
Punto 1): Tutta la moneta esistente oggi in circolazione esiste solo perché qualcuno (Stato o privati) in qualche momento nel passato più o meno recente, ha contratto un debito con il sistema bancario. Sistema bancario che non possiede i soldi che presta, ma che li crea dal nulla (senza, cioè, beni propri a copertura o a garanzia di questa emissione).
MONETA = DEBITO. Se non c'è DEBITO non c'è MONETA. Questo è un fatto, inconfutabile. Come è inconfutabile il fatto che non sia lo Stato a stampare moneta ma il sistema bancario ormai "inconfutabilmente" privato.
Punto 2): I debiti che la collettività contrae per avere denaro si dividono in DEBITO PUBBLICO E DEBITO PRIVATO. Il primo, è stato appena detto, è quello fatto dallo Stato quando abbisogna di denaro mentre il secondo è quello fatto dai privati cittadini quando ottengono un mutuo, un fido o quant'altro nell'ambito delle loro attività familiari o imprenditoriali.

Ora, assodati questi due concetti, a qualcuno potrebbe cominciare a risultare evidente, a parità di produzione totale di beni e servizi, un terzo concetto :

Punto 3): "MENO ESISTE DEBITO PUBBLICO, PIU' ESISTE DEBITO PRIVATO"
Perché? Perché la questione "debito pubblico-debito privato" è come il gioco delle tre carte: se l'asso non sta a destra deve stare per forza a sinistra o al centro proprio perché (tornando al punto uno) per ogni cosa che noi produciamo e quindi scambiamo (il famoso P.i.l.), ci sarà bisogno di denaro e questo denaro, per esistere in circolazione, è stato (o sarà) creato (stampato) dal sistema bancario solo dopo che qualcuno (Stato o privati) ha (o avrà) contratto un debito nei confronti di una banca.

Vediamo ora cosa succede se dovessimo dar retta a chi dice che occorre pagare regolarmente le tasse per evitare che lo Stato faccia Debito Pubblico.
Poniamo per assurdo che lo Stato debba pagare spese per 1.000 €uro e non voglia contrarre alcun debito pubblico. L'unico modo per poterle pagare sarebbe quello di incassare 1.000 € di tasse derivanti dalla produzione dei privati cittadini.
Ma per esserci una produzione da tassare, occorre che ci siano scambi commerciali dei beni e servizi prodotti dai privati cittadini, scambi che potrebbero esistere solo se esiste il denaro necessario a pagare quei beni e servizi.
Affinché esista questo denaro (tenete sempre a mente il punto 1) qualora lo Stato non avesse contratto alcun debito con le banche, gli unici a permetterne la creazione sarebbero i privati cittadini facendo debiti con le banche.

E' evidente, conosciuto e capito tale concetto, che in un sistema a "moneta-debito" come è quello attuale, una collettività che produce e ha bisogno di creare moneta per potersi scambiare ciò che ha prodotto, dovrà fare per forza un debito con le banche per ogni Euro di cui avrà bisogno ed è sostanzialmente irrilevante se questo debito lo dovesse fare lo Stato (debito pubblico) o un privato cittadino (debito privato).
La differenza sarebbe solo formale e il danno più evidente nel caso del debito pubblico in quanto un suo ammontare abnorme causerebbe il fallimento di un intero Stato mentre con un basso debito pubblico che si tradurrebbe in un alto debito privato sarebbero molti privati cittadini che "privatamente", "silenziosamente" entrerebbero in forte difficoltà finanziaria fino a fallire.

In questi ultimi anni e soprattutto nell'ultimo periodo costellato di fallimenti e difficoltà finanziarie statali, ministri, giornalisti, economisti non fanno altro che martellarci tramite mass-media, sulla necessità che i cittadini paghino le tasse, premendo il tasto talvolta sul fattore "onestà" di tale operazione, talvolta sul fattore "parassitismo" di chi invece non assolve a tale dovere, sottolineando sempre che "le tasse si devono pagare affinché si possano avere i servizi pubblici", affermazione questa, solo parzialmente vera in quanto, semplicemente osservando attentamente un qualunque rendiconto generale dello stato di un qualunque anno, ci si accorge che le tasse che esso incassa dall'intera collettività durante l'anno, non andranno soltanto a pagare beni e servizi pubblici, ma in buona parte anche a pagare debito pubblico fatto anche diversi anni prima.

Sul fronte formale, l'amministrazione fiscale, si adopera sempre più per diventare il "nodo scorsoio" al collo del popolo, imponendo sempre nuove imposte e affinando sempre di più le tecniche di incasso riducendone sensibilmente i tempi.

Nessuno però che prenda in considerazione il punto 3) che evidenzia quindi il fatto che tutto ciò che ci fanno credere sulle tasse e il debito pubblico sia falso:
Pagando le tasse riducendo quindi il debito pubblico non si risolverebbe il problema di una collettività in quanto aumenterebbe sensibilmente il debito privato dei singoli cittadini
Le tasse pagate ogni anno dai cittadini andranno solo in parte a pagare le spese annuali dello Stato. Una grossa fetta invece, serviranno per pagare debiti precedentemente contratti.

A questo punto bisogna stabilire quale sarebbe la soluzione migliore per risolvere definitivamente la questione del debito pubblico. Gli economisti si precipiterebbero tutti a supporre tre canoniche possibilità:
1)Il "default" che in italiano non sarebbe altro che "fallimento" dello Stato, tramite una dichiarazione ufficiale che esso non è più in grado di pagare parte del debito cercando quindi di accordarsi con i creditori per il pagamento di quanto possibile (hair-cut o "taglio di capelli" come viene definito in gergo tecnico) con tutte le conseguenze derivanti da tale situazione.
2)L'inflazione che non è altro che una perdita di valore della moneta e pertanto anche del valore dei titoli (Bot, Cct, Btp) che compongono il debito pubblico, in modo tale che il debito stesso con lo scorrere del tempo perda anch'esso di valore
3)La "gestione del debito" che consiste nel rinnovare nei limiti del possibile il debito stesso cercando quantomeno di non incrementarlo e di emetterlo a condizioni meno svantaggiose possibili e cercando di mantenere la fiducia dei mercati nei propri titoli di Stato.

Anche qui nessuno che paventi la possibilità, magari dopo aver dichiarato il default (magari totale), di non emettere più titoli di debito in cambio di denaro stampato dal nulla, ma di riappropriarsi di quella che dovrebbe essere la quarta sovranità appartenente al popolo, quella monetaria, che darebbe finalmente al popolo (Stato) la possibilità di stamparsi la propria moneta necessaria alla spesa pubblica che intende fare.
Tutti a dire che stamparsi la propria moneta di Stato ogni volta che occorre fare una spesa pubblica vorrebbe dire uscire dal sistema monetario così com'è concepito oggi, uscire da Maastricht, rivedere parametri finora scontati, in una parola destabilizzare il Paese. Eppure se fossimo al punto 1) il default, saremmo già un Paese destabilizzato e in balìa dei mercati, delle banche centrali e delle società di rating.
Tutti a dire che stamparsi la propria moneta di Stato per ogni spesa pubblica da fare vorrebbe dire creare INFLAZIONE per la troppa moneta esistente in circolazione (cosa assolutamente falsa). Il punto 2) (l'inflazione) viene visto dagli economisti come uno spauracchio in caso di creazione di moneta sovrana da parte dello Stato mentre viene visto come una possibilità di gestione dei momenti di difficoltà in caso di sistema monetario basato sul debito.
Proprio un bel modo di vedere le cose da parte degli economisti: due pesi e due misure, come sempre.
Per non parlare del POLITICO, come sempre realmente o fintamente incapace di decisioni "semplicemente logiche" come quella della sovranità monetaria statale. Ma…il BANCHIERE? Ah! Lui..."semplicemente" ride, come sempre.
LA NASCITA DI UNA BANCONOTA
(dalla Banca Centrale al nostro portafoglio)
di Francesco Fata – http://www.primit.it –

LA NASCITA DI UNA BANCONOTA.pdf
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In questi anni di studio del signoraggio ho potuto notare in rete una certa confusione nel trattare questo argomento. Strampalati personaggi intessono argomentazioni prive di qualsiasi giustificazione tecnica e, non solo scrivono su improbabili blog che vorrebbero screditare l'esistenza di questo dannoso meccanismo monetario, ma a volte, si cimentano anche in video-lezioni, ergendosi a "docenti denoandri" quando non posseggono la benché minima nozione tecnica seria sugli argomenti monetari, commettendo quindi, errori grossolani avvilenti quando non addirittura esilaranti.
Ultimamente mi è capitato di sentirmi dire da uno di questi personaggi che fanno video-lezioni, che il signoraggio non esiste in quanto non è vero che la moneta è emessa a debito da parte del sistema bancario. Quali sono le motivazioni di tale affermazione?
1) Non è vero che l'emissione di una banconota avviene dietro cessione di un titolo di debito pubblico (Bot, Cct ecc.) alla Banca Centrale da parte dello Stato in quanto l'art.21 del trattato di Maastricht vieta espressamente la cessione di titoli di stato con moneta tra la banca centrale e lo stato stesso.
2) Non è vero che la moneta bancaria si crea tramite un debito in quanto il debito si crea PRIMA dell'emissione, quindi il debito NON C'ENTRA NIENTE con l'emissione di denaro. Si può creare denaro anche SENZA DEBITO PUBBLICO.

Ora, a parte il fatto che per dimostrare ciò che dicono (al contrario del sottoscritto) non portano un straccio di documentazione a supporto, è singolare fino al comico che a giustificazione di una loro frase a confutazione di quello che dico, portano una seconda frase semplicemente "rafforzativa" della prima ma non certo "esplicativa" o "dimostrativa". Questo è tipico di chi, non conoscendo gli argomenti, cerca comunque di convincere.
In questa sede dimostrerò invece che i due punti suindicati oltre ad essere stati esposti in modo piuttosto impreciso (sicuramente il punto 2), senza ombra di dubbio non sono giustificazioni serie per confutare il fatto che tutta la moneta circolante è emessa solo se si è proceduto a contrarre un debito monetario con una banca. La moneta cartacea e bancaria cioè, derivano inconfutabilmente da un debito contratto da singoli componenti della collettività (Stato o privati cittadini o imprese) con le banche commerciali, ma dando così la possibilità alla banca centrale di creare denaro non direttamente ma indirettamente.

A dire il vero, in questo documento, parlerò soprattutto del punto 1) cioè della creazione di una banconota tramite un debito bancario e di come arriva nelle nostre tasche, visto che sul punto 2) è avvilente il solo parlarne dato che, della creazione di credito da parte delle banche commerciali che viene usato come denaro bancario nei pagamenti, si parla in qualsiasi libro che tratti di economia o macroeconomia (e non servo certo io a confermare la realtà dei fatti). Ne cito solo uno dei tanti: Enciclopedia delle scienze sociali della Treccani (mica pincopallino!).
Al paragrafo 4 dell'introduzione, sul "CREDITO E MONETA" si legge :" Come si è detto, nelle economie monetarie, come quelle contemporanee, la moneta è il veicolo universale per il trasferimento del potere d'acquisto. Un'economia creditizia è quindi essenzialmente un'economia monetaria. Questa sostanziale identità non deve far dimenticare, da un lato, che il credito può esistere anche in un'economia non monetaria o di baratto (credito in natura) e, dall'altro, che il funzionamento di un'economia monetaria si basa sullo stretto rapporto fra credito e moneta.Questo intreccio è dimostrato dal fatto che gran parte dei mezzi di pagamento che attualmente usiamo sono essi stessi il frutto di un'operazione di credito. L'abbandono progressivo di sistemi monetari fondati su particolari merci (oro e argento) in favore di sistemi monetari alla cui base stanno rapporti fiduciari implica un salto di qualità: la creazione dei mezzi di pagamento di un'economia avviene per il tramite di istituzioni creditizie (l'istituto di emissione, o banca centrale, e le banche).
Per chi non l'avesse capito sottolineo il "…gran parte dei mezzi di pagamento che attualmente usiamo sono essi stessi il frutto di un'operazione di credito".
Probabilmente questi personaggi si preoccupano [di] e si impegnano a fare video-lezioni ma non si preoccupano [di] e non si impegnano a (tenetevi forte che lo dico) STUDIARE, leggere uno straccio di testo di economia o una legge, un regolamento o altro documento ufficiale.
Quindi, archiviato il punto 2) con questo laconico stralcio di un testo di indubbia attendibilità, passiamo a spiegare il punto 1) relativo alla creazione di una banconota da parte della banca centrale e di come essa, tramite un debito monetario, arrivi nei nostri portafogli.
Prima di iniziare però, mi preme sottolineare che stiamo parlando di lana caprina, in quanto le banconote rappresentano appena il 2-3% di tutta la moneta circolante attualmente nel territorio italiano. Infatti a fronte di un monte banconote di circa 100 miliardi di €uro, abbiamo una quantità di moneta bancaria (assegni, bonifici, carte di credito, pagamenti in POS, ecc.) derivante da debiti bancari pari a circa 4.000 miliardi di €uro.
Per spiegare come nasce una banconota, è necessario immaginarsi una collettività priva di mezzi di pagamento, senza cioè, un sistema monetario già esistente e funzionante, altrimenti si rischia di fare confusione e non arrivare al succo dell'origine del mezzo monetario-banconota.
Questi personaggi invece, quando spiego l'origine della moneta in questo modo, sostengono che non posso fare esempi "artificiosi" e privi di realtà.
Ma come si fa a spiegare come si accende un fuoco quando il fuoco è già acceso? Ve l'immaginate una classe di studenti che chiede all'insegnante di spiegare come si accende un fuoco e, per tutta risposta, l'insegnante comincia: "allora…basta prendere con della carta un po' di fiamma da un fuoco acceso lì vicino….", al che gli studenti:"…ma nooo! Professore, che dice! Lei ce lo deve spiegare ma senza usare un fuoco già acceso!" infine la risposta del professore:"…eh! Ma voi non potete partire da esempi artificiosi e privi di realtà!"
Ahhh! La logica…questa [per loro] sconosciuta!
Immaginiamo quindi una collettività formata da pochi soggetti, dandogli anche un nome:

Tizio che ha un frutteto
Caio che possiede pecore
Sempronio che commercia carne e frutta
Banca A che ha Tizio come cliente
Banca B che ha Caio come cliente
Banca C che ha Sempronio come cliente
Banca Centrale
Governo

Non circola ancora denaro.
Sempronio, che vuole iniziare, nel piccolo capannone di sua proprietà costruito con le sue mani, l'attività di trasformazione e vendita della carne e commercio della frutta, ha bisogno di denaro per comprare frutta da Tizio e qualche pecora da Caio per poi rivendere carne e frutta.
L'unico modo per avere denaro è quello di chiedere un prestito alla banca C di cui è appena diventato cliente (ricordate il punto 2) con la spiegazione della Treccani sul credito e moneta?).
La Banca C gli chiede in garanzia l'ipoteca sul suo piccolo capannone e così gli concede 1.000 €uro di prestito. Sempronio possiede ora sul suo conto corrente del DENARO BANCARIO (non ancora banconote) grazie a un'operazione di credito.
Prima riflessione: ma la Banca C possiede nelle sue casse questi 1.000 €uro che ha prestato a Sempronio?
Risposta: NO, non li possiede.
Domanda:allora come ha fatto a prestarli?
Risposta: se li è fatti prestare dalla Banca Centrale che li ha accreditati in un apposito conto corrente che la Banca C ha aperto presso la stessa Banca Centrale (chiamato conto di riserva/regolamento o conto PM).
Domanda: quindi la Banca C per avere il prestito (chiamato rifinanziamento) dalla Banca Centrale avrà portato delle garanzie del banchiere proprietario, magari delle sue proprietà (terreni, fabbricati, titoli ecc.)?
Risposta: NO perché ha portato la garanzia di Tizio (non certo le sue) per avere quel prestito dalla Banca Centrale. Infatti un'ipoteca su un immobile, conferisce AUTOMATICAMENTE il diritto per la Banca C ad avere l'accredito da parte della Banca Centrale sul proprio conto denominato PM. (vedi nota 1).
Domanda:ma allora è la Banca Centrale a possedere il denaro che ha prestato alla Banca C che ha prestato a Sempronio?
Risposta:NO, la Banca Centrale ha semplicemente creato (senza averli) quei 1.000 €uro prestati. Se fossero già banconote si potrebbe dire "stampati" ma siccome sono un semplice accredito digitale su un conto gestito da un computer, possiamo definirli "digitati".
Vediamo la configurazione contabile della Banca C appena ha accordato il prestito a Sempronio grazie alla garanzia:

Attività
    :   
Passività
Crediti verso Banca Centrale € 1.000
    :   
Debiti verso cliente Sempronio € 1.000


Prima conclusione: la Banca C grazie alla garanzia di Sempronio presta senza averli 1.000 €uro digitali a Sempronio stesso, tramite la Banca Centrale che li ha "digitati" dal nulla.
Seconda conclusione: la Banca C, tramite la Banca Centrale, in presenza di una garanzia, non presta soldi dei depositanti (non ne ha bisogno) in quanto, in realtà, trasforma semplicemente in denaro digitale in favore di Sempronio, tutto o parte di un bene reale di proprietà dello stesso Sempronio. Pertanto dov'è la cosiddetta "intermediazione del credito" operata (come ci insegnano a scuola) da parte della Banca C? In realtà in questo di tipo di prestiti non opera assolutamente come intermediaria del credito e questo è un fatto inconfutabile.
Ora vediamo come quel "denaro digitale" diventa "banconote".
Sempronio telefona a Tizio per prenotare della frutta per un valore di 300 €uro e Tizio gli dice che vorrebbe essere pagato in contanti.
Caio, invece, per la pecora del valore di 500 €uro, non ha problemi a ricevere un assegno.
Così Sempronio prenota presso la sua Banca C i 300 €uro di contanti. La Banca C non li possiede e pertanto li chiede alla Banca Centrale.
E' in questo momento che la Banca Centrale "stampa" fisicamente le banconote (o magari le avrà stampate, per comodità, precedentemente e tenute in deposito nel suo caveau) e, tramite la sede territoriale consegna le stesse con i furgoni portavalori alla Banca C. La Banca Centrale decurterà parte del credito di 1.000 €uro che la banca C vantava presso di essa per effetto della costituzione in garanzia.

Attività
    :   
Passività
Cassa contanti € 300
    :   
Crediti verso banca centrale € 300


Come si nota dalla configurazione contabile, la banca C ora si trova con 300 €uro in cassa, che dovrà dare a Sempronio che li aveva richiesti.
Chiaramente quando Sempronio ritirerà i suoi 300 €uro, la cassa della banca C si ridurrà per l'uscita dei contanti così come si ridurrà il debito che la Banca C aveva nei confronti di Sempronio (debito creatosi con la concessione del prestito).
La configurazione contabile in partita doppia della Banca C sarà questa:

Attività
    :   
Passività
Debiti verso Sempronio € 300
    :   
Cassa contanti € 300


La struttura dei singoli conti relativi alle varie voci di bilancio sarà questa:

Debiti verso cliente Sempronio
Dare (Attività)
    :   
Avere (Passività)
...
    :   
Concessione prestito € 1.000
Prelievo contante € 300
    :   
...
Saldo € 700
    :   
...


Il conto "Debiti verso cliente Sempronio" sarà aperto per la concessione del prestito (per la Banca sarà un debito per di lui in quanto lo dovrà pagare prima o poi) e sarà diminuito ogni volta che preleverà contanti o farà assegni.

Questo è un esempio di come, tramite un debito bancario contratto da un privato, la Banca Centrale è arrivata a stampare banconote che ha immesso in circolo.
Andiamo avanti.
Un giorno il governo decide che vuole realizzare un parco pubblico per il relax delle famiglie di Tizio Caio e Sempronio nonché per le famiglie dei banchieri A, B, C (anche se questi ultimi li farei rilassare a 300 metri sotto livello suolo in una miniera del Sudafrica). Così viene appaltato il lavoro ai tre figli di Tizio Caio e Sempronio che se la cavano con il movimento terra e il giardinaggio. Il governo si mette d'accordo con loro al prezzo di 2.000 €uro. Finito il lavoro i tre giovani dovranno essere pagati. Il governo avrebbe due strade da percorrere per pagare i lavori del parco pubblico:
1) Tassare la comunità (composta da Tizio, Caio Sempronio e figli nonché dai tre banchieri) per un importo di 2.000 €uro ma ciò evidentemente non è possibile in quanto, anche ammettendo una tassazione al 50% non si arriverebbe mai a incassare i soldi necessari visto che in circolazione esistono soltanto i 1.000 €uro con cui si sono scambiati beni e servizi Tizio Caio e Sempronio. Il governo dovrebbe aspettare che Tizio Caio Sempronio e il resto della comunità chiedano almeno ulteriori 3.000 €uro di prestiti con cui lavorare e commerciare e sperare che vengano tutti spesi (e non tenuti in deposito) in modo che in totale, i 4.000 €uro diventino ricavi da tassare al 50%, permettendo al governo di incassare i fatidici 2.000 €uro con cui pagare il parco pubblico.
Riflessione: come vedete, anche se il governo non fa debiti per la spesa pubblica, affinché incassi le tasse, dovranno necessariamente essere i privati a fare debito come ho spiegato in un altro mio articolo "Debito pubblico…per capirlo…semplicemente" viewtopic.php?f=9&t=1646
2) Emettere un titolo di debito pubblico col quale farsi prestare il denaro necessario per pagare il parco pubblico.
Vediamo cosa succede se il governo optasse per la soluzione n.2).
Il governo così ordina di stampare B.O.T. per 2.000 €uro che colloca sul mercato.
Due soggetti decidono di acquistare questi B.O.T.: Caio ci spende i suoi 500 €uro che ha incassato da Sempronio per la pecora, mentre i restanti 1.500 €uro li offre la Banca A. La banca A (inutile dirlo) PRESTA 1.500 €uro al governo facendosi dare i titoli.
Riflessione: ma la Banca A possiede nelle sue casse questi 1.500 €uro che ha prestato al governo?
Risposta: NO, non li possiede.
Domanda:allora come ha fatto a prestarli?
Risposta: se li è fatti prestare dalla Banca Centrale che li ha accreditati in un apposito conto corrente che la Banca A ha aperto presso la stessa Banca Centrale (chiamato conto di regolamento o conto PM). (ma forse avete già letto questa tiritera?)
Domanda: quindi la Banca A per avere il prestito (chiamato rifinanziamento) dalla Banca Centrale avrà portato delle garanzie del banchiere proprietario, magari delle sue proprietà (terreni, fabbricati, titoli ecc.)?
Risposta: NO perché ha portato le garanzia del governo date dai titoli (non certo le sue) per avere quel prestito dalla Banca Centrale. Infatti un titolo di stato, conferisce AUTOMATICAMENTE il diritto per la Banca A ad avere l'accredito da parte della Banca Centrale sul proprio conto denominato PM. (vedi nota 1).
Domanda:ma allora è la Banca Centrale a possedere il denaro che ha prestato alla Banca A che ha prestato al governo?
Risposta:NO, la Banca Centrale ha semplicemente creato (senza averli) quei 1.500 €uro prestati. Se fossero già banconote si potrebbe dire "stampati" ma siccome sono un semplice accredito digitale su un conto gestito da un computer, possiamo definirli "digitati". (sì, penso proprio che abbiate già letto questa tiritera!).
A questo punto il Governo possiede sul suo conto i 2.000 €uro grazie al debito pubblico contratto precisamente con:
a) Caio per 500 €uro
b) Banca A per 1.500 €uro
Come vedete, anche in presenza di un debito pubblico contratto con un privato (Caio per 500 €uro), se è vero che in quest'ultimo passaggio, la sottoscrizione di debito pubblico non ha sottinteso creazione di moneta nuova, è senz'altro vero che quella moneta già esistente sul mercato era stata precedentemente creata dalla Banca Centrale quando Sempronio ha chiesto il prestito alla sua banca per avere il denaro per pagare Caio.
Inutile dire che se a questo punto il Governo dovesse aver bisogno di tutto o parte dei 2.000 €uro sotto forma di banconote, la banca di cui esso è cliente procederà a richiederle (qualora non dovesse averle in cassa) alla Banca Centrale ripetendo il percorso già descritto precedentemente.
Ecco quindi spiegata la strada che percorre un debito bancario per diventare una banconota.
Ecco quindi spiegato perché è inconfutabile il fatto che ogni singolo €uro esistente nelle nostre tasche o sui nostri conti correnti hanno un corrispondente DEBITO che qualche "disgraziato" soggetto di questa nostra società ha contratto in qualche "disgraziato" momento della sua "disgraziata" vita con il "graziato [dai politici nostri rappresentanti] " sistema bancario.
Già se fossimo tutti d'accordo su questa considerazione, saremmo a un buon punto sulla strada della consapevolezza sul funzionamento del sistema monetario…ma…sta di fatto che gli ignoranti imperano e…purtroppo…parlano anche!

Note:
1) Il conto PM o di regolamento è un conto presso la Banca Centrale in cui ogni banca effettua tutte le operazioni di pagamento e incasso interbancario e dove detiene le riserve liquide in generale oltre che la riserva di contante. Come detto, i prestiti garantiti in modo idoneo (in base a un elenco presente nel documento di Banca d'Italia "Strumenti di politica monetaria dell'Eurosistema-Guida per gli operatori") daranno diritto al rifinanziamento della Banca Centrale. Non appena la banca commerciale avrà bisogno di tale rifinanziamento, basterà inviare un messaggio elettronico alla Banca Centrale e, in autonomia, la banca commerciale avrà l'accredito del denaro bancario tramite il rifinanziamento. Questo tipo di operazione tra Banca Centrale e banca commerciale è detta "finanziamento marginale" quando la Banca Centrale presta, mentre "deposito marginale" quando la banca commerciale rimborsa. Esse creano o eliminano base monetaria.
Rif. Banca d'Italia "Sistema di regolamento lordo Birel" cap. 2.1 pag. 12 "Anticipazione infragiornaliera e utilizzo delle garanzie"; cap.B.1 pag.15 "prestiti bancari governati dalla legge italiana"
Rif."Il mercato monetario e la banca Centrale" di Angelo Baglioni, ed."Il mulino" 2004 pagg.63-64

2) Le operazioni con cui la banca commerciale cede titoli di Stato alla banca Centrale per avere il rifinanziamento sul conto di regolamento, sono chiamate "operazioni di mercato aperto" e vengono generalmente fatte con la formula del "pronti contro termine". La banca Centrale cioè, per aumentare base monetaria, acquista a pronti titoli di stato dalle banche commerciali per poi rivenderli a termine, ritirando base monetaria.
Rif. "Il mercato monetario e la banca Centrale" di Angelo Baglioni, ed."Il mulino" 2004 pagg.63-64
il sistema bancario, nostro mago creatore e Signore
di Francesco Fata - Primit - http://www.primit.it

La magia è stata sempre un fattore tremendamente affascinante nell'immaginario di un fanciullo. Del resto, come dare torto a un bambino che gioca a fare il mago. E' chiaro che sto parlando di maghi veri, quelli narrati in tante tradizioni e racconti antichi, non certo di illusionisti e prestigiatori de noandri e di epoca moderna; di maghi da me denominati "veri" non tanto in relazione alla loro effettiva esistenza (sulla quale non mi addentro certamente in questa sede) quanto in relazione alla qualità della loro magia com'è appunto narrata in quei racconti e che non ha niente a che vedere con quella sciorinata dai vari Silvan o Casanova. Creare dal nulla qualcosa è una fenomenale quanto affascinante azione che, anche ad un adulto, farebbe certamente pensare:"darei qualsiasi cosa per riuscirci". Poi però, crescendo, la realtà dalla disillusione viene fuori in tutta la sua durezza: da grande nessuno potrà mai diventare un mago.
Un falegname non potrà mai creare dal nulla un mobile né tantomeno il legno con cui costruirlo. Un calzolaio non potrà mai far apparire dal nulla un paio di scarpe. Rassegniamoci , nessuna figura lavorativa riuscirà mai a creare dal nulla i beni o i servizi con cui lavora e commercia. Ma…per un attimo…provate a pensare che sia possibile! Immaginatevi un muratore che invece di costruire con tempo, energia e materiali la casa che ti affitterà, la crei dal nulla con un colpo di magia, in un istante e senza alcuna fatica, perché un bel giorno qualcuno (ad es. Dio per chi ci crede) gli ha dato questo inaspettato quanto succulento dono, questo eccezionale privilegio.
Ora integriamo la situazione appena descritta, con qualche elemento in più: supponiamo che questo fortunato muratore "presti" queste case, apparse all'istante con un "puff" stile genio della lampada, a suo figlio che lavora come agente immobiliare il quale provvederà a "prestare" le stesse case a coloro che le chiederanno in affitto. Superfluo dire che il figlio del muratore riceverà l'affitto da chi userà la casa per € 100 e ne pagherà 50 a suo padre per la casa ricevuta in prestito, lucrando la differenza. Così facendo, il padre, grazie ai poteri ricevuti, guadagnerà periodicamente 50 € per ogni casa chiesta in prestito da suo figlio in quanto chiesta in affitto dalla gente.
Ora voglio farvi una domanda: se per una qualsiasi disgrazia una o molte case affittate dal figlio del muratore dovessero andare distrutte e quindi non restituite dagli inquilini utilizzatori alla scadenza del contratto chi, tra il figlio agente immobiliare e il padre muratore mago creatore di case, subirebbe una perdita economica? Cercate però di rispondere a questa domanda con logica e buon senso, non con la finta logica e il falso buon senso di cui ci riempiamo la bocca oggigiorno tutti noi piccoli e mediocri uomini, quella finta logica che ci porterebbe a dire di aver perso un portafogli con 100 €uro dentro, anche se quel portafogli lo avessimo trovato fortunosamente 5 minuti prima quando non avevamo il becco di un centesimo.
Rispondere correttamente a questa domanda vuol dire sostanzialmente capire come funziona nel concreto il sistema bancario e quindi il sistema monetario moderno. Infatti se qualcuno non l'avesse capito, lo specifico meglio ora: il sistema bancario e la relativa emissione monetaria funzionano proprio come la situazione illustrata nell'esempio, basta sostituire la moneta alle case, l'interesse all'affitto, la banca centrale al padre muratore mago creatore e le banche commerciali al figlio agente immobiliare. Non serve altro. In effetti il sistema bancario è, attualmente, l'unico soggetto in grado di creare dal nulla qualcosa ad altissimo valore aggiunto, gradito alla collettività tutta in quanto estremamente indispensabile per la vita e l'attività umana: il denaro appunto. Potrebbe essere per questo potere "creativo" che oggi esso si erge a totale divinità? Può essere!
Comunque, a scanso di equivoci, la risposta a quella domanda è piuttosto semplice. E' evidente che un mago creatore dal nulla e senza sforzo di un oggetto, una volta prestato e non riavuto indietro, non avrà certamente subito alcuna perdita economica, visto che prima di crearlo quell'oggetto, non era in possesso di un bel niente. Quindi la Banca Centrale quando crea dal nulla il denaro che presta alle banche commerciali con le operazioni di rifinanziamento, qualora non dovesse vedersi rimborsato quel denaro, non perderebbe assolutamente nulla, semplicemente perché, avendolo creato dal nulla non potrebbe considerarlo perso. La cosa è di una logica disarmante, ma si sa, a voi la logica non basta per convincervi di questa cosa, per cui dovrò elevare il tono del discorso su un piano più tecnico mettendo in campo contabilità e bilanci…ma…non allarmatevi ché lo faro in modo spero chiaro, semplice e comprensibile a tutti.

Perché la contabilità e i bilanci?

Prima di tutto perché i soliti debunker si precipiterebbero a dire che il sistema bancario non fa nulla di truffaldino, irregolare o quantomeno strano in quanto "basta leggere i bilanci" come dicono loro…."sono lì, nero su bianco…". Certo, ma il problema è…saperli leggere i bilanci!
Inoltre, questione non meno importante è che l'emissione della moneta moderna è esclusivamente una questione di contabilità; il denaro oggi è solo una partita contabile. Quando una banconota da 100 € viene stampata e prestata dalla Banca Centrale a una banca commerciale, nei libri contabili delle due banche verranno semplicemente "segnati" degli importi all'interno di conti che verranno "nominati" in vari modi in base ai princìpi contabili presi in considerazione. Così la Banca Centrale per ogni banconota da 100 € stampata e prestata a una banca commerciale a fronte di un titolo di credito, movimenterà semplicemente due conti in base al tipo di titolo che la banca commerciale gli ha ceduto in cambio del denaro: se fossero titoli di stato la Banca Centrale "segnerebbe" tra le attività il conto "titoli di stato" e tra le passività il conto "banconote in circolazione". La scrittura contabile sarebbe questa:

Stato Patrimoniale
Attività
    :   
Passività
Titoli di Stato € 1.000
    :   
Banconote in circolazione € 1.000


Per verificare quanto detto osservate la voce 7 dell'attivo e la voce 1 del passivo di un bilancio della Banca d'Italia http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

E' opportuno spiegare la ratio di questa scrittura contabile al fine di permettere a tutti di capire: il titolo di stato ricevuto costituisce un'attività proprio perché è uno di quei beni che incrementa il patrimonio di un'azienda, come potrebbero essere i contanti, i crediti di varia natura, le merci in magazzino o dei macchinari. Sono tutte voci che si definiscono "variazioni patrimoniali positive". Al contrario, le banconote emesse e cedute ad (messe a disposizione di) altri costituiscono una passività in quanto è un debito per l'emittente perché per chi le ha in possesso invece sono un titolo di "credito" che gli da il diritto di ricevere qualcosa in cambio nel momento in cui verranno presentate per il pagamento. In realtà non saranno le banconote a essere presentate dai possessori per il pagamento bensì il titolo di stato da parte della banca centrale per avere indietro le banconote originariamente emesse. La restituzione dei titoli di stato in cambio delle banconote sarà così contabilizzato:

Stato Patrimoniale
Attività
    :   
Passività
Banconote in circolazione € 1.000
    :   
Titoli di Stato € 1.000


Ma la Banca Centrale, invece delle banconote stampate, potrebbe prestare "denaro bancario" chiamato "scritturale" o "elettronico", consistente semplicemente dalla digitazione di un importo su un conto corrente intestato alla banca commerciale ma in essere presso di sé.
In questo caso la creazione dal nulla di "denaro scritturale" prestato con accredito su un conto corrente della banca commerciale comporta la seguente scrittura contabile:

Stato Patrimoniale
Attività
    :   
Passività
Rifinanziamento a Istituz.creditizie relativo a operazioni di politica monetaria
    :   
Passività verso Istituzioni creditizie per operazioni di politica monetaria


Per verificare quanto detto osservate la voce 5 dell'attivo e la voce 2 del passivo di un bilancio della Banca d'Italia
http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

In questo caso tra le attività nelle voci di credito ci saranno i prestiti (rifinanziamenti) fatti a istituzioni creditizie (banche commerciali) in quanto come tutti i prestiti, vanno iscritti, per chi li ha erogati, tra le voci di credito. Al contrario, la contropartita iscritta tra le passività riguarda l'importo che la Banca Centrale mette a disposizione della banca commerciale in un apposito conto corrente. Questa "messa a disposizione" rappresenta un debito per la banca centrale in quanto quelle somme potranno essere utilizzate in qualunque momento dalla banca commerciale.

E' importante sottolineare che tutta questa "creazione di denaro e prestito alle banche commerciali" non sottintende un'operazione che da luogo a una movimentazione economica. Essa è soltanto un'operazione prettamente finanziaria. Cosa vuol dire: che di per sé non costituisce alcun "guadagno" immediato, per il solo fatto di aver "creato denaro e prestato". Se costituisse un guadagno la Banca Centrale dovrebbe iscrivere le voci che indicano i debiti per il denaro creato e messo a disposizione anziché tra i debiti, tra i ricavi del conto economico dando luogo ad un utile d'esercizio. Ma così non è. Un'operazione di prestito nel momento in cui viene fatta non è mai un guadagno.
E' chiaro che il guadagno sarà rappresentato dagli interessi che le banche commerciali pagheranno alla Banca Centrale ma lascerò fuori questo discorso in quanto non rientra nell'argomento di questo articolo.

Come nel caso delle banconote, anche nel caso il rimborso di denaro bancario da parte delle banche commerciali alla Banca Centrale, basterà eseguire la registrazione contabile inversa all'originaria e quindi:

Stato Patrimoniale
Attività
    :   
Passività
Passività verso istituzioni creditizie per operazioni di politica monetaria
    :   
Rifinanziamento a istituzioni creditizie relative a operazioni di politica monetaria


Questa registrazione contabile inversa costituisce "distruzione di base monetaria". Anche questa operazione di per sé non influisce assolutamente sul conto economico e quindi sull'utile della Banca Centrale.
A questo punto veniamo al nocciolo della questione:

Cosa succede al bilancio della Banca Centrale in caso di mancato rimborso del prestito?

Proprio per il fatto che la Banca Centrale ha una particolarità che tutte le altre aziende non hanno (cioè quella di creare denaro),la sua contabilità non può che riflettere questa prerogativa. In effetti è interessante osservare come la partita doppia contabile, se applicata correttamente, riesce a rispecchiare fedelmente in un bilancio, quella che è la realtà dei fatti.
In effetti se un'azienda "normale" vende una merce conseguendo un ricavo (conto economico), qualora il cliente dovesse restituirgliela perché non buona, sarebbe avvenuta un'operazione inversa al ricavo originario e cioè un costo (conto economico).
La rappresentazione contabile sarebbe questa:

Vendita merce:
Dare
    :   
Avere
Crediti verso clienti (Attività)
    :   
Ricavi di vendita (ricavo conto economico)


Restituzione merce:
Dare
    :   
Avere
Reso su vendite (costo conto economico)
    :   
Crediti verso clienti (Attività)


Sempre un'azienda "normale", se dovesse avere dei soldi in "cassa" o in "banca" (attività) ma che derivano da ricavi (conto economico) conseguiti precedentemente, nel momento in cui eroga un prestito con il denaro in cassa o in banca, è vero che effettua solo un'operazione finanziaria e non economica, ma il denaro con cui l'ha fatta proveniva precedentemente da un'operazione economica (i ricavi di vendita). In soldoni: un'azienda normale ha lavorato e guadagnato il denaro con cui ha fatto un prestito, per questo il mancato rimborso costituisce una perdita economica (costo).
La rappresentazione contabile sequenziale di queste operazioni sarebbe questa:

Vendita merce:
Dare
    :   
Avere
Crediti verso clienti (Attività)
    :   
Ricavi di vendita (ricavo conto economico)


Incasso fattura da cliente
Dare
    :   
Avere
Cassa (Attività)
    :   
Crediti verso clienti (Passività)


Prestito con denaro in cassa
Dare
    :   
Avere
Crediti per prestiti (Attività)
    :   
Cassa(Passività)


Mancato rimborso del prestito
Dare
    :   
Avere
Perdite su crediti (costo conto economico)
    :   
Crediti per prestiti (Passività)


Come noterete, quasi tutte le voci si annullano "direttamente" (Crediti verso clienti, Cassa e Crediti per prestiti) mentre gli originari "ricavi di vendita" si annullano "indirettamente" con le "Perdite su crediti" finali. Tutto diventa "zero" ed è quello che in pratica è accaduto all'azienda: ha lavorato e guadagnato i soldi che ha in cassa, ha prestato quei soldi e li ha persi per il mancato rimborso quindi ha lavorato per niente.
Da ciò si evince che un'azienda normale debba fare di tutto (a salvaguardia della sua stessa sopravvivenza) per cercare di recuperare i crediti che vanta nei confronti di qualcuno.
Ma…per una Banca Centrale…è la stessa cosa? Anch'essa è in qualche modo costretta a fare di tutto per il recupero dei prestiti fatti a una banca commerciale? DIREI PROPRIO DI NO! Ma andiamo con ordine.
Abbiamo detto che quando per qualsiasi azienda avviene l'operazione sostanzialmente inversa all'operazione originaria, anche le scritture contabili rifletteranno questa "inversione" diventando scritture "contrarie/inverse" alle originarie.
Se per la Banca Centrale l'emissione di moneta a fronte di un titolo è l'operazione originaria e viene registrata, come abbiamo detto, nel seguente modo:

Stato Patrimoniale
Dare
    :   
Avere
Titoli di Stato (Attività)
    :   
Banconote in circolazione (Passività)

(in caso di banconote)

Oppure

Stato Patrimoniale
Dare
    :   
Avere
Rifinanziamento a istituzioni creditizie Relative a operazioni di politica monetaria (Attività)
    :   
Passività verso istituzioni creditizie per operazioni di politica monetaria (Passività)

(in caso di denaro bancario/elettronico)

L'operazione inversa a questa potrà essere sia la restituzione del prestito che la MANCATA RESTITUZIONE dello stesso.
Come nel caso di restituzione, anche in quello di mancata restituzione, dovrà avvenire una distruzione di base monetaria facendo una registrazione inversa a quella originaria, annullando così le rispettive posizioni di credito e debito della Banca Centrale nei confronti della banca commerciale. Come il prestito iniziale non ha dato luogo a un ricavo così il mancato rimborso NON DA LUOGO A UN COSTO.Ma sebbene la Banca Centrale non subirebbe perdite su crediti derivanti dal mancato rimborso di prestiti fatti alle banche commerciali, essa attua comunque ogni azione necessaria per il recupero delle somme prestate (ancorché create dal nulla). Infatti, quando una banca entra in uno stato di difficoltà, il sistema mette in funzione vari meccanismi per poter salvare la banca mettendola in condizione di poter pagare i propri debiti compresi quelli verso la Banca Centrale. Si attuerebbe una riorganizzazione dei debiti, ci sarebbe l'intervento del fondo di garanzia per pagare entro certi limiti i depositanti, oppure si chiederebbe furbescamente l'intervento dello Stato. Ma se certi interventi sono utili e necessari per poter pagare i depositanti privati, sono assolutamente ingiustificati e inutili al fine di pagare la Banca Centrale proprio perché, come si è detto, il mancato rimborso di prestiti alla Banca Centrale NON COSTITUISCE per essa, UN COSTO.

La dimostrazione definitiva (per chi è ancora scettico verso questa trattazione logico/contabile) ci viene data dai bilanci della Banca d'Italia. Ve ne riporto di seguito alcuni degli ultimi anni a titolo esemplificativo:
Bilancio banca d'italia 2007
http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

Bilancio banca d'italia 2008
http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

Bilancio banca d'italia 2009
http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

Bilancio banca d'italia 2010
http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

Noterete in tutti i bilanci della Banca d'Italia che nel conto economico non appare mai la voce "Perdite su crediti" che viene inserita quando il mancato rimborso del credito si verifica e quindi diviene "certo" e non più "probabile o incerto" (vedi slide n.5 http://www.unibg.it/dati/corsi/6574/437 ... 0netto.pdf )

Le voci che invece ricorrono costantemente nei bilanci della Banca d'Italia sono quelle relative a "accantonamenti" o "svalutazioni" ( vedi voce 2.2 - 2.3 – 6.3 del conto economico) che sono tipiche voci riguardanti perdite presunte, incerte o probabili ma di certo "non ancora verificatesi".
L'unico caso (voce 2.1) in cui esiste una voce di "perdita" su operazioni finanziarie, essa non riguarda in alcun modo perdite su crediti per mancati rimborsi ma, semplicemente (come si legge nelle note), perdite su titoli, cambi o valuta.
E' indubbio quindi che nei bilanci della Banca d'Italia non esiste mai una voce che indichi una perdita su un credito verso una banca commerciale e questo non perché le banche paghino tutte, per intero i propri debiti verso la Banca Centrale fino all'ultimo centesimo. Banche in difficoltà estrema, in stato d'insolvenza, in amministrazione controllata, straordinaria o in liquidazione coatta negli ultimi decenni ce ne sono state a bizzeffe e non penso proprio che tutte siano state rilevate da altre banche commerciali a fine di pagare tutti i debiti. E' rilevante anche il fatto che il Fondo di Tutela dei depositi non garantisce i debiti per depositi o titoli in essere verso altre banche (quindi anche la Banca Centrale) ma solo dei depositanti non bancari. Quindi le uniche possibilità per una banca di veder pagati i propri debiti verso la Banca Centrale sono l'acquisizione da parte di un'altra banca (magari costretta dalla Banca d'Italia) oppure l'intervento dello Stato.
Ma non è tanto questo fatto che rende indubbia la mancata perdita della Banca Centrale in caso di mancato rimborso quanto la semplice logica dei princìpi contabili e della partita doppia come ho descritto precedentemente.

Ora…assodato tutto questo…vi chiedo: ma se la Banca Centrale in caso di mancato rimborso non subirebbe alcuna perdita…PERCHE' VUOLE INDIETRO I SOLDI A TUTTI I COSTI?

CONCLUSIONI

La Banca Centrale può a ragione essere considerata una madre (o padre) per le banche commerciali, visto che hanno un rapporto di consanguineità (o compartecipazione) molto alto (basti pensare, specie nel caso italiano, che il 95% del capitale della Banca d'Italia è di proprietà delle banche). Anche il controllo che essa attua nei confronti delle banche figlie è il tipico controllo di una madre che magari fa la voce grossa per qualche "marachella" ma poi è sempre pronta a far di tutto per perdonare il proprio figlio. Oddìo!...Proprio "di tutto" non lo so. Quando si parla di denaro…! Diciamo che è disposta a far di tutto per "costringere" gli altri figli o altri ancora ad aiutarlo per "rifondere" quanto da essa dato in prestito (prestito, ripeto, creato dal nulla).
Basterebbe (visto che è nella possibilità) che condonasse il debito che la banca commerciale aveva contratto con essa e sarebbe tutto risolto, ma ciò non avviene perché la Banca Centrale deve mantenere rigorosamente il suo "status" di controllore e regolatore del sistema bancario e monetario moderno ma soprattutto perché se tutti avessero consapevolezza che un mancato rimborso non genererebbe perdita economica alla Banca Centrale, tutti potrebbero chiedere che venissero condonati alle banche commerciali i mancati rimborsi alla Banca Centrale e così via a cascata, anche i mancati rimborsi dei clienti alle banche commerciali. Ci si accorgerebbe ben presto di quanto sia iniquo, inutile, autolesionistico e antieconomico per il popolo un sistema bancario così strutturato e un servizio del credito affidato a enti creditizi privati guidati da una Banca Centrale pubblica solo di facciata e che detta regole di comportamento a interi popoli sotto la minaccia di crisi da essa create grazie alla possibilità che solo essa possiede di operare, concedendo o meno credito, sulla quantità di denaro in circolazione.
La Teoria della Relatività è come un vagabondo vestito color porpora che gli ignoranti scambiano per un Re.
NiKola Tesla